Autunno e inverno nelle Terre di Otium: un viaggio tra sagre e sapori autentici
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Quando le foglie si tingono di rosso e oro e l’aria si fa frizzante, le Terre di Otium si animano di profumi, colori e tradizioni. Tra borghi medievali e colline punteggiate di ulivi, l’autunno e l’inverno portano con sé un calendario di sagre che racconta la storia, la cultura e la gastronomia di ogni comunità.
Tivoli: tra storia e sapori dell’uva Pizzutello
A Tivoli, il cuore delle celebrazioni del Settembre Tiburtino è la Sagra del Pizzutello, un appuntamento che valorizza l’omonima uva da tavola, simbolo della tradizione locale. L’uva Pizzutello, Presidio Slow Food, dal caratteristico chicco allungato e dal gusto dolce e aromatico, ha radici antiche: coltivata nei vigneti di Tivoli probabilmente fin dall’epoca romana, era apprezzata sia come frutto fresco sia come ingrediente per conserve e dolci tradizionali.

Roiate: la storica Sagra dell’Abbacchio
Nel pittoresco e panoramico borgo di Roiate, arroccato sulle pendici occidentali del Monte Scalambra, in bilico tra la Valle dell’Aniene e la Valle del Sacco, l’arrivo di settembre segna uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi: la Sagra dell’Abbacchio. Una festa che celebra uno dei piatti simbolo della cucina laziale e richiama visitatori da tutta la regione per tre giorni di gusto, musica, cultura e convivialità.
Nel 2026 la kermesse raggiunge la sua 44ª edizione, con date previste dal 5 al 7 settembre nel centro storico del borgo. La Sagra è un viaggio nei sapori e nelle tradizioni della campagna laziale: stand gastronomici animano le piazze e i vicoli con piatti tipici a base di abbacchio cucinato in diverse varianti – tra cui la celebre preparazione alla cacciatora – accompagnati da antipasti rustici, salsicce, fagioli e altri piatti della cucina contadina.
Non mancano musica dal vivo, gruppi folk, esibizioni, visite guidate nel borgo e iniziative culturali che permettono di scoprire la storia, l’architettura e le tradizioni locali. La Sagra dell’Abbacchio di Roiate è quindi molto più di un appuntamento gastronomico: è un’occasione per vivere l’accoglienza e l’energia di un piccolo borgo montano e scoprire scorci suggestivi immersi nella cultura locale.
Poli: fede, tradizione e ospitalità con Sant’Eustachio
Nel borgo collinare di Poli, arroccato sulle pendici dei Monti Prenestini, settembre segna uno dei momenti più intensi dell’anno: la Festa di Sant’Eustachio, Patrono della comunità. La ricorrenza si celebra tradizionalmente la domenica successiva al 20 settembre, giorno canonico dedicato al Santo, e per il 2026 è prevista il 20 settembre.
Questa festa ha origini antiche: già nel 1633 fu istituita la Solenne Fiera di Sant’Eustachio con diploma del Cardinale Aldobrandini su richiesta della comunità locale, testimoniando la profonda devozione di Poli verso il suo Patrono.
La celebrazione è un intreccio di fede, storia e convivialità. La mattina è dedicata alle funzioni religiose, alla rappresentazione scenica della conversione di Placido (che divenne Sant’Eustachio) e alla processione che attraversa il centro storico con il quadro del Santo, accompagnata da gruppi di sbandieratori e musicisti.
Nel pomeriggio, il cuore della manifestazione si trasforma nella celebre “Festa dell’Ospitalità”: nei vicoli e nei cortili medievali del paese, gli abitanti aprono idealmente le porte delle loro case per offrire piatti della cucina contadina locale, preparati secondo ricette tradizionali. Questa usanza di condivisione e accoglienza, autentica e spontanea, permette ai visitatori di gustare specialità come fagioli, formaggi, polenta, porchetta e dolci, accompagnati da vino locale, il tutto arricchito da musiche popolari, cori e gruppi folkloristici.
Un elemento fondamentale nell’organizzazione della festa è l’Associazione Culturale “Le Donne del Vicolo”, che da oltre trent’anni custodisce e promuove questo patrimonio immateriale di tradizioni, costumi, dialetto e memoria collettiva. È grazie al loro impegno nella ricerca storica, nella raccolta di documenti d’archivio e nella diffusione delle pratiche culturali più autentiche che la festa continua ad essere un punto di riferimento per la comunità polese e i visitatori.
La partecipazione delle donne e degli uomini di Poli nei costumi tradizionali, insieme alle rievocazioni, alle serate di musica e ai momenti conviviali, rende la Festa dell’Ospitalità non solo un evento gastronomico, ma un’esperienza vissuta di generosità, convivialità e profonda identità culturale.

Montecelio (Guidonia Montecelio): la Festa di San Michele e la sfilata delle Vunnelle
Nel borgo medievale di Montecelio, frazione della città di Guidonia Montecelio, l’autunno porta con sé una delle celebrazioni più attese: la Festa di San Michele, Patrono del paese. Questa ricorrenza si celebra l’ultima domenica di settembre e unisce devozione, tradizione e folklore, trasformando le strade acciottolate in un teatro vivente della storia locale.
Il momento clou della festa è la sfilata delle Vunnelle, un corteo che attraversa il centro storico con una sequenza di personaggi in costumi d’epoca. Gli abiti tradizionali delle Vunnelle sono ricamati a mano e impreziositi da decorazioni elaborate, riflettendo la maestria artigianale locale e la cura per i dettagli tramandata di generazione in generazione.
L’abito della Vunnella è composto da:
Gonna ampia e pieghettata (vunnella), in seta o damasco, in bianco, azzurro o giallo.
Camiciola ricamata (corpittu), con merletti e decorazioni al collo e ai polsi.
Corpetto rigido (vustu), che valorizza la silhouette e presenta tessuti vivaci con passamaneria dorata.
Strati di sottovesti e indumenti pesanti (sottanili e curduale) per il volume della gonna.
Fazzoletti ricamati a mano (fazzolittu ‘n capu e ‘n collu) completano la parte superiore del costume, fissati con spilloni e talvolta impreziositi da perle.
Grembiule e fascia di seta (zinale e centa), elementi decorativi aggiuntivi.
Gioielli tradizionali, come collane d’oro, orecchini e perle, completano l’insieme.
Ogni ricamo, spesso eseguito con fili dorati, rappresenta motivi tratti dalla natura o simboli contadini, rendendo ogni abito un vero cimelio di famiglia, tramandato di generazione in generazione. La sfilata non è solo uno spettacolo visivo: ogni gruppo rappresenta antichi mestieri, tradizioni popolari e momenti religiosi, ricostruendo scene della vita di Montecelio e rendendo omaggio al Patrono. Stand gastronomici e prodotti tipici accompagnano il corteo, permettendo di degustare le specialità locali mentre si vive l’energia della festa.

San Polo dei Cavalieri: natura, castagne e “San Polo da… Gustare”
Incastonato tra i pendii boscosi dei Monti Lucretili, il borgo di San Polo dei Cavalieri è circondato da fitte faggete e ampi castagneti, autentici scrigni di biodiversità dove la castagna è protagonista dell’autunno. I sentieri tra i castagni si trasformano, con l’arrivo della stagione fredda, in un tappeto di foglie dorate e profumo di legna, offrendo agli escursionisti e ai visitatori un’esperienza immersiva nella natura del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili.
È in questo scenario che si svolge ogni anno “San Polo da… Gustare”, manifestazione che celebra i prodotti tipici locali e la cultura gastronomica autunnale del territorio. Nel 2026 l’evento raggiunge la sua XV edizione, con un weekend ricco di stand gastronomici, mercatini di artigianato, punti di degustazione di caldarroste, dolci a base di marroni e piatti tradizionali di montagna, accompagnati da spettacoli, musica e iniziative culturali.
Parte integrante della stagione autunnale è anche la scoperta del castagneto di San Polo, patrimonio naturale in cui si svolgono passeggiate e attività all’aria aperta per osservare da vicino la castagna nel suo ambiente d’origine. Questi boschi, tra ombrose querce e maestosi castagni, offrono l’occasione di comprendere il valore ecologico e culturale del frutto, radicato nella storia e nell’economia delle comunità montane.

Capranica Prenestina: la Sagra della Mosciarella e il castagneto monumentale
Nel cuore dei Monti Prenestini, il borgo di Capranica Prenestina custodisce una delle tradizioni più caratteristiche dell’autunno nelle Terre di Otium: la Sagra della Mosciarella. Nel 2026 l’evento raggiunge la sua 45ª edizione (la 44ª si è svolta il 30 novembre 2025) ed è una celebrazione autentica di un prodotto unico: la mosciarella, piccola castagna essiccata e aromatica, frutto della cultura contadina e della biodiversità locale.
La mosciarella nasce negli antichi castagneti di Capranica Prenestina, un tempo fondamentali per l’economia rurale e oggi riconosciuti come Monumento Naturale del Castagneto Prenestino, un patrimonio vivente dove si intrecciano natura, storia e tradizione.
Qui la castagna non viene solo raccolta: segue un lungo e paziente procedimento di essiccazione e affumicatura. Le castagne vengono portate nelle caratteristiche casette in muratura disseminate nel bosco; all’interno, i frutti vengono distribuiti su graticci di legno mentre, sul pavimento sottostante, si accende un fuoco controllato che genera calore e fumo bassi, senza fiamma viva. Per circa un mese questo ambiente caldo e fumoso asciuga lentamente le castagne, conferendo loro aroma unico, dolcezza e profumo avvolgente. È un processo tramandato da generazioni e rimasto sostanzialmente invariato nel tempo, vero simbolo dell’identità gastronomica e culturale del borgo.
La Sagra della Mosciarella è molto più di una festa gastronomica: è un percorso che porta i visitatori in un’esperienza completa di territorio e tradizione. Nel corso della giornata si alternano degustazioni di piatti tipici, stand con prodotti locali e artigianali, visite guidate al Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini e passeggiate tra le antiche cantine e i vicoli del centro storico. Non mancano rievocazioni storiche, come la dimostrazione dell’antico sistema di lavorazione e sbucciatura, e mostre fotografiche che raccontano il legame profondo tra paesaggio, castanicoltura e vita comunitaria. Da questo preziosissimo piccolo frutto, Agromnia, azienda locale, ha realizzato una gamma di deliziosi prodotti: farina, pasta secca, una dolce mousse e persino una fantastica birra dal gusto affumicato!
L’atmosfera è quella di una festa dal sapore autentico, dove la storia della mosciarella si fonde con i profumi e i colori dell’autunno, invitando a scoprire una delle più radicate tradizioni agroalimentari dei Monti Prenestini e delle Terre di Otium.

Palombara Sabina e Marcellina: l’oro verde dell’olio Sabina DOP
Nei dolci paesaggi collinari che guardano verso i Monti Lucretili e la Valle del Tevere, i comuni di Palombara Sabina e Marcellina si distinguono per una tradizione olivicola antica e di eccellenza. Il territorio è parte dell’area di produzione dell’olio extravergine d’oliva della Sabina DOP, riconosciuto a livello nazionale per la qualità, l’identità territoriale e le caratteristiche organolettiche che derivano dall’uso di cultivar autoctone e dalla cura di ogni fase della produzione, dalla raccolta alla spremitura a freddo.
In autunno e inverno, Palombara Sabina e Marcellina propongono eventi e momenti di approfondimento dedicati all’olio nuovo, occasione perfetta per celebrare la nuova campagna olearia e far conoscere questo prodotto simbolo del territorio. Al centro di queste iniziative si trova l’incontro e la degustazione dell’olio nuovo in contesti che uniscono cultura, tradizione e convivialità:
A Palombara Sabina, si organizzano eventi che coinvolgono produttori, istituzioni e appassionati per approfondire il valore e le prospettive dell’olio Sabina DOP. Questi momenti si svolgono in location significative come il Castello Savelli e prevedono degustazioni guidate, show cooking e tavole rotonde dedicate alla filiera olivicola, rendendo la degustazione dell’olio nuovo una vera esperienza culturale oltre che gastronomica.
A Marcellina, la stagione olearia è animata da iniziative locali che celebrano l’olio nuovo attraverso stand di degustazione, laboratori sensoriali e momenti di incontro con i produttori, valorizzando le peculiarità del territorio e l’artigianalità delle aziende olivicole. La partecipazione a queste sagre e manifestazioni offre ai visitatori l’opportunità di assaggiare l’olio appena franto su bruschette, legumi e piatti della tradizione, in un’atmosfera di festa che accompagna la fine della raccolta delle olive.
Le sagre e gli eventi dedicati all’olio nuovo non sono semplici occasioni per degustare un prodotto: sono momenti di scoperta dei paesaggi olivicoli, del lavoro nei frantoi e della cultura rurale che lega comunità e territorio. Passeggiate tra gli uliveti, incontri con gli agricoltori e approfondimenti tecnici completano il percorso esperienziale, rendendo queste manifestazioni imperdibili per chi desidera conoscere da vicino l’olio Sabina DOP e la sua tradizione.







